data ultimo aggiornamento: 17/07/2008
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L'ESODO
La riorganizzazione e l'insediamento della comunità agricola sulla costa, a seguito calamità naturali verificatesi negli anni 1783-1784, durò circa vent'anni, poichè, contrariamente a quanto si possa immaginare, l'individuazione del sito , rispondente a quello attuale di Gioiosa Marea, fu l'esito di una lunga ricerca che ritardò l'ubicazione, per la diversità di opinini delle Autorità preposte alla Civica Amministrazione e della Popolazione. In proposito i pareri appaiono documentalmente divisi sulla scelta alternativa di due zone: "Ciappe di Tono", sul tratto a pianoro che prosegue in acclive verso il mare, dove è appunto edificata Gioiosa Marea, e una località denominata "Contino", in contrada "Cicero".Superata e risolta la democratica contesa e ottenunta l'approvazione del Governo, nel 1786 i cittadini benestanti, che si trovavano a disporre di adeguate risorse, iniziarono la costruzione delle prime case di Gioiosa Marea.Due anni dopo, il 2 Maggio 1788, anche il Comune fu autorizzato a trasferirsi nel nuovo sito e a far fronte alle insorgenze finanziarie relative alla costruzione di opere pubbliche e di pubblica utilità del nuovo Centro Urbano. A parte il tempo impiegato per l'individuazione della zona più adeguta al nuovo insedamento urbano,un'altra causa contribuì a rallentare gli effetti dell'esodo dal Monte Guardia. I contadini, sia per l'attaccamento alla natia terra, sia per le difficoltà obiettive che comportava l'allontanarsi dai campi, preferirono costruirsi le proprie case nei terreni a loro dati in custodia e coltura. Cominciarono così a popolarsi le varie Contrade intorno alla odierna Gioiosa Marea, tra le quali in specie quelle di Casale, di landro, di Maddalena, di S. Leonardo, di Santo Stefano, di Galbato e di Francari, dando luogo al riorganizzarsi degli abitanti in comunità raggruppate intorno alle Chiese, le quali sostituiscono così in fase
la primitiva istanza di dell'abitato intorno ai fortalizi. Si tratta per lo più di Chiesette che assumono tutt'oggi nella struttura degli abitati la funzione di polo aggregante di ogni Contrada. Oggi ne esistono una dozzina e alcune di esse sono divenute Parroccchie al centro di una vita sociale contadina abbastanza attiva, vitale, ricca di tradizioni e da dove ormai si dipartono popaggini residenziali. In queste Contrade vivono ancor'oggi lavoratori dei campi che mantengono viva l'antica specializzazione tramandata da padre in figlio, quali ad esempio, i cosiddetti, noti in tutta la Sicilia come veri e propri rari specialisti nell'arte agreste della .
La Nuova Gioiosa , che ai piedi del Monte di Guardia assume il nome di Gioosa Marea, nel 1800 ha il primo piccolo agglomerato urbano.Sono poche case di gradevole aspetto, ispirate ai temi architettonici in voga a quell'epoca. Ma ciò che costituisce motivo di particolare rilievo nella struttura urbanistica di questa nuova Città, è che il volto risulta lo stesso (assieme alla pietre, ai materiali e ai criteri di costruzione delle case in rovina sul Monte). La struttura della nuova Gioiosa nasce, infatti, per concezione e disegno urbanistico, identica a quella della vecchia Giojosa. Anche qui, come sul Monte di Guardia, notiamo le Chiese costruite nella parte più alta e poi, mano mano degradanti verso il basso, le case. Nella parte bassa lungo la spiaggia che, a fronte della struttura del luogo formava un ampio golfo, erano già insediati i pescatori. La disposizione delle case più vecchie, riconoscibili dalle strutture murarie e dalla composizione degli interni (ampi magazzini con soppalchi e piccole camere sul retro), andava dalla punta dov'è l'accesso alla grotta fino all'incirca l'attuale P.zza Cristoforo Colombo, descrivendo un ampio arco; il che fa pensare all'esistenza di una spiaggia moto ampia che doveva ben superare l'attuale Stazione ferroviaria e spingersi fino all'odierna Via Garibaldi. La toponomastica di questa zona cittadina si differenzia da quella della zona alta del paese, infatti è caratterizzata da stradine con tracciato irregolare, molto strette e ben diverse dallo sviluppo perfetto su parallele della rete viaria, di esecuzione moderna e innestata a sud della Via G. Natoli che farà da asse portante per il nuovo Paese. Esisteva alla fine della Via Garibaldi, una costruzione che presentava tutte le caratteristiche di un piccolo cantiere per la costruzione o la riparazione delle barche; dai più vecchi la zona è chiamata (Locanda), e ciò fa presupporre l'esistenza di un piccolo complesso cantieristico con annesso albergo dove si poteva soggiornare per il temo necessario alle riparazione delle barche.
La vera crescita urbanistica di Gioiosa Marea inizia nel 1820, anno in cui si registra l'apertura delle botteghe di alimenti, di utensili necessari alle varie attività degli abitanti, ora tanto più che la comunità contadina si è fusa con quella dei preesistenti pescatori. Mentre il Comune, che ha già realizzato la prima opera di pubblica utilità con la costruzione di una prima Fontana, dalla quale scorre l'acqua proveniente dalla , nei pressi della Chiesa della Catena, si accinge a programmare nuove opere pubbliche. Così nel 1842, viene realizzato un grande orologio opera del Maestro Bartolomei, che, infisso nell'apposita costruzione, consente agli abitanti della neo Gioiosa Marea di regolare gli sull'ora ufficiale. Anche se poi per cause diverse, forse per la salsedine, il meccanismo diventa un blocco di ruggine. Ormai non se ne ha più traccia. Nel sito, frattanto, viene costruita la nuova Casa canonica. Un nuovo orologio si avrà tuttavia nel primo periodo del Novecento ed è ancora in perfetta funzione sulla torre campanaria della Chiesa Madre. Nel 1848 Gioiosa Marea ha una Banda Municipale che fa presto a divenire famosa nell'entroterra siciliano. Il primo direttore fu il Maestro Lillo Pizzuto da Messina, valentissimo e da tutti molto apprzzato. I Gioiosani si diedero vanto di questa banda, a giusta ragione, e provvidero anche con contributi individuali al suo mantenimento. Addirittura, un legato testamentario di Don Francesco natoli assegnava la somma di Lire trecento, alquanto notevole all'epoca, per l'acquisto di una nuova divisa ai musicanti. Ma una nota di stroria e di colore vogliamo ricordare e riguarda la spontaneità sanguigna dei Gioiosani e lo sbarco dei Mille in Sicilia: i componenti della banda decisero di accompagnare, alla testa del suo esercito di volontari, Giuseppe Garibaldi che, provenendo da Palermo si dirigeva verso Milazzo, al suono delle più entusiasmanti marce e sinfonie.Intanto (nel 1850) si iniziava la costruzione della nuova importante arteria di collegamento regionale, che unisce Palermo a Messina, completata un anno dopo. Anche Gioiosa Marea è attraversata dall'arteria nevralgica che la mette più agevolmente in comunicazione con il resto della costa. Tuttavia, dopo il primo motivato entusiasmo per le difficoltà e l'importanza dell'opera d'alta ingegneria, per quei tempi, del traforo di Calavà, all'imbocco dei cinquanta metri di galleria, sorge una casa contoniera ed il custode addettovi richiede un pedaggio di 0,20 lire per i cavalieri e di 0,50 per le carrozze ed i carri. Più tardi, nel 1861, con l'abolizione del pedaggio, il Comune sarà obbligato a corrispondere una tassa di Lire 265,50 per la manutenzione del tratto di rete stradale.Quarantuno anni dopo (il 1892) la prima linea ferrata attraversa parallelamente il Paese, lungo la costa. Lo sviluppo urbanistico ed economico della neo ridente città sul mare coincide pressapoco con la nascita del circolo , dotato di appositi locali concessi dalla Civica Amministrazione, che ha già in progetto, sin dal 1880, una nuova importante opera pubblica: l 'Acquedotto Cittadino. Nel 1911, dopo alterne vicende, finalmente vengono ripresi i lavori per il completamento della rete idrica da allacciare all'acquedotto già completato nel 1906. Nel 1910 viene ampliato il Vecchio Cimitero. Subito dopo viene costruito il e la che dalla >Passeggiata> porta alla Stazione Ferroviaria. Nello spazio di pochi anni si portano a termine altre importanti opere pubbliche, fra le quali : il Monumento ai Caduti, la Sistemazione el'Abbellimento di alcune Piazze, il vecchio Campo Sprotivo.Per quella ideale continuità nel tempo, dell'originaria struttura, anche Gioiosa Marea appare divisa in quattro quartieri: Catena, S. Maria, S. Nicola, Convento.Oggi è difficile rilevare questa antica suddivisione, poichè l'incremento urbanistico degli ultimi anni ha determinato l'estensione della Città verso i naturali poli di espansione ai margini del nucleo centrale, tanto che il tessuto urbano già si estende a Sud fino alla Contrado Rocca, ad ovest fino agli argini del Torrente Zappardino e ad Est fino alla Contrada Licari.
(Da "GIOIOSA MAREA" -Storie Note Immagini - Comune di Gioiosa Marea 1980)